
L'aceto di vino ed il mosto cotto - detto anche "saba" - sono da sempre i condimenti per eccellenza della cucina italiana. È proprio dalla fermentazione e dall'invecchiamento di questi ingredienti che nasce l'Aceto Balsamico di Modena IGP, prodotto tipico delle terre di Modena e Reggio Emilia, aree predisposte ad un favorevole clima caldo umido in estate e freddo in inverno, caratterizzate dai vitigni di Lambrusco, Trebbiano e Ancellotta.
Le sue origini sono antichissime: l'Aceto Balsamico di Modena IGP è già documentato come "medicamento" disinfettante dell'apparato digerente nelle campagne galliche di Giulio Cesare.
Durante il Medioevo l'Abate Donizone scrive nella sua "Vita Mathildis" di una "botticella di aceto balsamico" regalata nel 1046 dal padre di Matilde, Marchese Bonifacio di Canossa, all'imperatore Enrico II°.
Il volume della Corte Ducale "La Grassa" riporta poi nel 1556 una scrupolosa classificazione delle "tipologie di Balsamico" e delle diverse possibilità d'uso: la corte estense conosceva già bene le qualità di aceto, selezionando le produzioni migliori per personalità di rango ed eventi importanti.
Nel 1598 Modena diventa capitale del Ducato: a questo periodo risalgono documenti che attestano il chiaro interesse della Corte Ducale verso questo prodotto, lasciato in dote dalle famiglie nobili alle figlie, insieme alla migliore e più preziosa biancheria.
Ma è alla fine dell'800 che l'Aceto Balsamico di Modena diventa protagonista delle più importanti manifestazioni espositive, destando interesse locale ed internazionale.
La prima azienda a richiedere ed ottenere nel 1912 la licenza Ministeriale per la produzione e commercializzazione dell'Aceto Balsamico di Modena è stata proprio Monari Federzoni: un primato che ancora oggi attesta la sua antica tradizione familiare.
Nel 1989 viene codificata a livello legislativo la differenza tra l'Aceto Balsamico di Modena IGP e l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena: quest'ultimo è il condimento che ottiene nel 2000 il riconoscimento Europeo DOP, prodotto esclusivamente nelle province di Modena e Reggio Emilia dalla fermentazione del solo Mosto Cotto invecchiato in piccole botticelle di legni pregiati per un minimo di 12 anni. Una formula fatta di materie prime di alta qualità, sintesi di un accurato processo di produzione. Una formula antica che ancora oggi è il fiore all'occhiello della gamma Monari Federzoni.